I miei corsi di italiano sono essenzialmente un corso di lingua e sebbene tenti di farvi apprezzare i suoni, gli odori, l’atmosfera di qualsiasi piazza d’Italia, rimane il fatto che è pur sempre un corso di lingua. Questi post al contrario mi danno la possibilità di spaziare tra argomenti vari che spero vi faccia piacere leggere.

Oggi parleremo di cucina italiana.

Perché un post sulla cucina

Diversamente da quello che succede nei corsi di tedesco dove lo studente, spesso fresco emigrante a Monaco di Baviera, è in qualche modo obbligato ad imparare il tedesco in un corso di italiano lo studente quasi sempre vuole imparare l’italiano. Spesso perchè semplicemente gli piace la lingua italiana e i suoi suoni, questo concetto per un italiano può essere difficile da capire, egli è cresciuto con questa lingua, conosce questi suoni e non li trova belli ma semplicemente funzionali allo scopo di comunicare.

In altri casi lo studente decide di imparare l’italiano perché gli piace la cultura italiana, ed uno degli aspetti più tangibili della cultura italiana, vivendo in Germania, è la cucina.

una tipica cucina italiana a Monaco di Baviera

 

La cucina come cultura

L’Italia viene spesso identificata con la sua cucina, essa è conosciuta nel mondo grazie alla pasta, alla pizza, ai gelati, all’espresso.

Non ho intenzione di aprire qui dibattiti su chi abbia inventato ciascuna di queste libagioni, mi interessa soltanto dire che questi piatti sono nel tempo divenuti sinonimo di Italia.

Perché in Italia cucinare bene, rispettando le tradizioni locali e familiari è un punto d’onore in ogni famiglia “rispettabile”. Invitare amici e parenti per una cena, ed esibire il meglio della propria cucina è una regola non scritta tra le più seguite da un popolo invero poco incline a seguire le regole.

Per dimostrare come il cibo sia cultura si pensi a come si tramandavano le storie in periodi pre-stampa, per tradizione orale, così come oggi si tramandano le ricette familiari da madre a figlia, per tradizione orale.

L’evoluzione del linguaggio si è determinata probabilmente anche in relazione alla necessità di ridurre le tensioni legate alla spartizione degli alimenti.

Come mangiano gli italiani

La cucina italiana ha nella varietà il suo punto di forza. Piatti di pasta a base di ingredienti poveri come verdure, ortaggi, legumi, tutti ingredienti alla base delle tradizioni locali. Piatti a base di carne e pesce ed infine innumerevoli varietà di salumi e formaggi.

Agli italiani piace molto mangiare a casa propria o dagli amici ma quando decidono di mangiare fuori casa, di solito il fine settimana o la sera, hanno molte alternative.

È d’obbligo qui rimuovere subito alcuni luoghi comuni, sedimentati nel convincimento di molti tedeschi, vediamoli punto per punto.

Cosa costituisce oggi un tipico pasto italiano, la maggior parte delle persone risponderanno antipasto, primo, secondo con contorno, frutta, caffè e ammazzacaffè. Falso. Difficilmente oggi nelle tavole italiane si pasteggia in questo modo, è una cosa che appartiene al passato quando le donne  di casa (sorelle, mamme, zie, parenti di ogni tipo e vicine di casa) si riunivano per arrangiare una tavolata degna di questo nome.

Il pasto odierno, con le famiglie disgregate e spesso distanti tra loro, con le donne che lavorano fuori casa, è spesso un pasto veloce composto da una sola pietanza (un primo o un secondo) più, eventualmente, un antipasto freddo (a base di formaggi o salumi).

La struttura del “pasto tipico” è ormai riservata solo alle più o meno grandi occasioni, laddove nelle famiglie più tradizionaliste anche una domenica è l’occasione per un pranzo tipico, con l’aggiunta del dolce “perché è domenica”, almeno al Sud Italia dove le pasticcerie sono piene di ogni ben di Dio.

Per fugare ogni dubbio in proposito: un “primo piatto“ è una pasta o un risotto, un “secondo piatto” è un piatto a base di carne o pesce.

Spesso l’ammazzacaffè è un amaro al Sud o una grappa al Nord.

lingua e cultura italiana vanno di pari passo

La pasta fatta in casa. È diffusa la convinzione che ogni italiano debba impastarsi da sé la pasta. Ebbene, cari amici, non è così. Non so se questo sia un segno dei tempi, in definitiva non ho mai visto neanche mia nonna o qualcuna delle vecchie zie fare la pasta in casa. Forse la tradizione di fare la pasta in casa è ancora più antica, fatto sta che l’italiano moderno la pasta la compra al supermercato.

Va detto inoltre che la pasta comprata è buonissima e va benissimo per la maggior parte delle preparazioni. Anzi la pasta comprata, rigorosamente pasta di grano duro, si adatta molto meglio della pasta fresca a molti degli intingoli che condiscono le nostre paste.

 

Usare la pasta come contorno.

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(senza parole).

 

I gamberetti. Se non ci sono gamberetti non è italiano. Niente di più falso. La cucina italiana non è fatta solo di pesce, la grande cucina italiana è fatta di piatti poveri, il gambero così come molti altri pesci “pregiati” non è mai stato un ingrediente popolare. I capolavori della cucina italiana nascono dall’esigenza di fare molto con poco, non riporterò qui la storia della nascita della pizza perché si trova ovunque, ma l’esempio è sicuramente calzante.

A proposito di pizza leggete il punto seguente.

Regolamento unico per la fruizione della pizza

  1. La pizza è un piatto unico!  È severamente vietato accompagnare la degustazione di una pizza con una pasta o una insalata.
  2. La pizza va mangiata in fretta perché quando si fredda non è più buona. Se vuoi perdere tempo a parlare o a mangiarti due verdurine lasciando raffreddare la pizza sarai bandito a vita da tutte le mie lezioni di italiano.
  3. L’uso di formaggi altri che la mozzarella è un crimine control l’umanità da punire con l’ergastolo.
  4. La pizza deve essere “ben cotta”, per questo può accadere che alcuni punti della superficie si brucino, questo non vuol dire che la pizza è bruciata. La pizza che non ha qualche punto di bruciatura nel 99% dei casi non è cotta bene.
  5. La pizza si gusta meglio con la birra.

la pizza fa parte della cultura italiana

Ristoranti italiani a Monaco di Baviera

È un argomento troppo lungo che mi risparmio per un altro post. O forse potremmo parlarne dopo una lezione di italiano. Se vuoi saperne di più sui miei corsi d’italiano segui il link.

Conclusione

La cucina non è statica ma è un processo in divenire. La cucina si evolve creando nuovi piatti, spesso usando i classici come base.

Per cui non voglio bollare tout court ogni nuova interpretazione della classica insalata caprese come un abominio ma ci sono dei limiti che, sebbene difficili da codificare, esistono nelle menti di chi è cresciuto vedendo la propria nonna prima e la mamma poi trasformare verdure poverissime raccolte ai bordi di strade polverose in capolavori di cucina contemporanea. Purtroppo come detto questi limiti sono solo nel subconscio di coloro che hanno visto e respirato tutto questo.

P.S. La cucina si evolve ma il cappuccino dopo il pranzo o la cena non sarà mai accettato da un italiano.

Nota sull’autore

Il mio nome è Giulia e sono un insegnante di lingue. In particolare insegno in corsi privati di italiano e tedesco a Monaco di Baviera.

Sono io stessa un melting pot di culture e linguaggi, cosa che ha influenzato la mia decisione di diventare insegnante di lingue.

In questo blog mi piace trattare argomenti che per vari motivi non posso trattare a lezione ma ritengo possano essere di interesse per i lettori del mio blog.